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Report- Assemblea alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, domenica 02/10-REPORT SIENA

Eravamo un centinaio di donne. Si sono susseguiti 41 interventi: 25 dei comitati + 9 delle associazioni/movimenti + 7 delle donne del comitato promotore.

Oltre ai comitati SNOQ erano presenti:

  • Pina Nuzzo dell’UDI, che ha comunicato l’iniziativa “LIBERE DI LAVORARE-Il lavoro delle donne” che si terrà a Bologna il 15 Ottobre.
  • Alessandra Mancuso che ha presentato la neonata associazione di giornaliste GIULIA- Giornaliste Unite Libere Autonome.
  • Cinzia Romano di Donne e Informazione.
  • Cristina Gramolini vicepresidente di Arcilesbica Nazionale.
  • la Casa delle donne di Torino.
  • le Archeologhe che resistono.

 

Ha introdotto la giornata Serena Sapegno che, dopo aver ripercorso i passaggi fondamentali del movimento, ha confermato la sensazione percepita da molti comitati locali: la forte richiesta proveniente dall’esterno di essere presenti, di non abbandonare la scena. Questo naturalmente si associa alla particolare drammaticità del momento, per questo, ha sottolineato la Sapegno non dobbiamo farci travolgere dall’emergenza organizzando un secondo 13 febbraio. In questo momento molti soggetti si stanno mobilitando ma SNOQ deve conservare la sua autonomia e la sua specificità e questo non per essere originali ma per poter incidere maggiormente nella società. Inoltre, non deve rinunciare ad essere presente secondo le sue modalità e i suoi tempi. Rinnova l’invito a cercare le donne e a comunicare con tutte.

Dagli interventi che abbiamo ascoltato ci sembra che i comitati siano accomunati da:

  • intergenerazionalità.
  • confronto su crisi economica-welfare-lavoro-rappresentanza politica-rappresentazione (temi che accomunano tutte e sui quali siamo chiamate ad elaborare proposte entro novemnbre. Su questo torniamo più avanti).
  • tentativo di aprire un canale di comunicazione con le istituzioni del proprio territorio.

 

Importante: Il comitato di Bologna ha dato vita al suo interno ad un gruppo composto da ragazze tra i 25 e i 30 anni che lavora sul tema del lavoro dal punto di viste di genere e generazionale. Ha invitato tutti i comitati a collaborare e ad incontrarsi in autunno inoltrato a Bologna.

La proposta è stata accolta e rilanciata nelle conclusioni da Cristina Comencini, che chiede di estendere la riflessione al tema delle dirigenze, dell’impresa e della maternità (quest’ultimo punto in continuità con Siena).

 

Segnaliamo alcuni spunti provenienti dagli interventi dei comitati che pensiamo di poter raccogliere:

Comitato del Tigullio: uso dei google groups, uso degli sms per le persone che hanno difficoltà con la rete, iniziativa sulla salute delle donne e sulla farmacologia applicata alle donne.

Comitato di Verona: disseminare nella città elementi che facciano riferimento al nostro movimento. Esempio dei nani del film di Amelie.

Bolzano: spedire ai giornali locali tutto ciò che si fa di rilevante.

Udi: incontri periodici con le altre associazioni di donne.

Gi.U.Li.A.: sostenere la protesta contro la legge bavaglio (che tra l’altro ci riguarda visto che abbiamo un blog)

Udine: lavorare per il superamento del metodo di cura basato sul volontariato delle donne, nuovo modello di sviluppo basato sulla Decrescita felice, studiare i modelli del nord Europa basati sulla flessibilità ma non sulla precarietà, lavorare perché i giovani non siano disinformati e passivi.

Arcilesbica: tener presente quando ci si confronta con i partiti che in generale loro considerano le questioni di genere e sessuali marginali, anche se sfruttano la pressione e la ribellione delle donne (vedi caduta della destra a Milano), lavorare sul riconoscimento delle coppie dello stesso sesso (farne una nostra battaglia), far si che le lesbiche si sentano parte del nostro movimento piuttosto che del movimento Gay (penso a livello locale).

Napoli: lavorare per un patto tra generi, generazioni e nord/sud.

Treviso: per le prossime occasioni elettorali locali (per es provinciali se restano) decidere delle priorità non negoziabili.

Torino-Casa della Donna: sostenere le donne delle regioni Lazio, Veneto, Piemonte e Lombardia dove è in atto un violento attacco alla legge 194 tramite modifiche sostanziali della legge 405 (relativa alla sua applicazione).

Marisa Rodano (Noi Rete Donne): il suo gruppo è da tempo che sta lavorando sul tema della rappresentanza delle donne in politica e su questo tema ha proposto alcune proposte da sviluppare: la doppia preferenza obbligatoria, norme elettorali women friendly, a prescindere dal sistema elettorale di riferimento, collegi binominali, reali opportunità di elezioni per le donne prevedendo magari liste alternate, parità della presenza nei media.

Inoltre ritiene che la drammaticità della crisi sia dovuta alla fine di un modello di sviluppo, un modello maschile. Richiama l’attenzione sul continuo attacco alla dignità delle donne e soprattutto alle conquiste da loro ottenute. Propone, come l’UDI, incontri periodici tra le donne dei diversi movimenti con una agenda comune sui punti di contatto

Sintesi degli interventi delle donne del comitato promotore:

 

Francesca Izzo. La crisi del paese è legata all’esclusione mai completamente superata delle donne dalla sfera pubblica. Si percepisce l’inadeguatezza delle forze chiamate a risolvere la crisi. Necessità di estendere e radicare l’esperienza SNOQ. Necessità che le donne di assumano la responsabilità di traghettare il Paese fuori dalla crisi e non permettano di essere lasciate ancora fuori. Alla luce dello slittamento dell’età pensionabile delle donne è necessario ricontrattare il patto sociale su cui si basa il welfare all’italiana.

Elisabetta Addis: Richiama l’attenzione sulla necessità di ragionare anche del ruolo dell’Italia in Europa e sulla necessità di una selezione del personale politico per le future elezioni politiche a cui affidare un mandato di genere.

Licia Conte. Necessario aprire un canale di comunicazione con le giornaliste, non solo per capire le loro intenzioni nei confronti della rete, ma anche perché intraprendano iniziative contro la rappresentazione stereotipata e offensiva della donna. Per questo è necessario che le due organizzazioni presenti al comitato lavorino insieme.

Lunetta Savino. La nostra forza è la qualità delle relazioni tra donne. Pone l’accento sul tema del lavoro, che rappresenta un’urgenza soprattutto per le più giovani.

Titti De Salvo. Esserci, in questo momento significa prendersi cura del declino dell’Italia. Dobbiamo avanzare proposte. Non siamo una lobby che rivendica posti, piuttosto SNOQ ha capito che era necessario un patto tra tutte le donne, per questo è continuamente teso verso lo sforzo di coinvolgere tutte. Bisogna far sì che questa riscossa civica si traduca in una trasformazione politica.

Cristina Comencini. Bisogna passare dall’analisi di ciò che in Italia non va per le donne, all’assunzione della responsabilità di governo, perché è proprio l’assenza delle donne nei luoghi di decisione della politica che ha determinato la situazione attuale dell’Italia. Per far questo bisogna lavorare e mettere in campo professionalità. In tutti i comitati devono essere messi a capo dei tavoli di lavoro su welfare-rappresentazione-rappresentanza-lavoro. Bisogna evitare le frammentazioni ma sforzarsi a lavorare a partire da ciò che ci accomuna. In questo momento serve unità. Raccoglie la proposta del comitato di Bologna: fare un lavoro sistematico sui lavori delle donne, anche se il tema va allargato e oltre all’analisi del precariato e dell’assenza di lavoro per le giovani, vanno compresi anche il tema della dirigenza e della maternità.

Tutti i comitati interessati tra ottobre e novembre devono elaborare proposte su welfare-lavoro-rappresentanza-rappresentazione, non un’elencazione dei mali ma come vorremmo che l’Italia fosse governata su questi aspetti.

Solo a partire dall’elaborazione di una proposta politica delle donne si può pensare di scendere nuovamente in piazza. Si darà vita ad una nuova mobilitazione entro fine anno se avremo raccolto una serie di proposte, perché lo spirito è quello di andare in piazza non “contro”, ma “per”.

È esclusa l’idea di dar vita ad una mobilitazione prima di allora o di aderire alle manifestazioni che ci saranno ad ottobre.

Chiede alle 2 associazioni di giornaliste di lavorare soprattutto sul tema della rappresentazione e a tutti i comitati di partire dal lavoro fatto dalla Rodano sulla rappresentanza.

Il 13/2 è stato per la dignità delle donne, il 9/10 Luglio per un paese per donne, l’iniziativa di fine anno sarà per il nostro Paese

Infine a breve sarà pronto un nuovo sito che affiancherà il blog attuale, nel quale sarà possibile condividere informazioni e confrontarsi.

Ilaria e Carla

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